Riproviamo.

Avevo provato la trasmigrazione dal mio vecchio blog a questa nuova piattaforma e pareva essere andato tutto a buon fine.

Eppure non é stato cosi.

Non so se é una questione di metodi di pagamento, di trame contrarie dell’universo o cosa ma a differenza della piattaforma da cui vengo (Tiscali) il mio nuovo indirizzo blog pare essere un fantasma sui motori di ricerca.

Eppure esiste.

E’ qui, lo state leggendo…

Devo riprovare a trasmigrarlo altrove?

O iniziare a rimpallare il nuovo link qua e la?

 

Boh…

2019…Riproviamoci col blog.

Mario.

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E se un giorno mi svegliassi e tu non ci fossi più?

E se un giorno mi svegliassi e tu non ci fossi più?
Riprenderei la mia vita di prima o sarebbe una vita nuova?
E se un giorno mi svegliassi e tu non ci fossi più?
Il mio telefono diverrebbe inutile senza le tenzoni e le nostre risate quotidiane?
E se un giorno mi svegliassi e tu non ci fossi più?
Mi chiederei se eri solo un sogno che sapeva un po’ di tenebra o strizzerei gli occhi guardando il sole che mi porterà verso l estate?
E se un giorno mi svegliassi e non ci fossi più?
Mi pentirei di non averti stretto un po’ di più, ma di sicuro avrei vissuto come nel turbine di un profondo mare blu❤

M

Palingenesi forzata.

Inaspettatamente mi giunge qualche giorno fa la notizia che la piattaforma Blog.tiscali, che dal 24 Dicembre 2006 ospitava il mio blog, chiuderà.

Quindi cosa fare?

Chiudere?

Scrivere solo sugli avviluppanti social?

Assolutamente no, e quindi ARCOBALENOVIVENTE si sposta su una piattaforma WORDPRESS, quando forse é estemporaneo ormai avere un blog, quando ormai é notte fonda e gli occhi sono arrossati dalle troppe ore di letture, cellulare e pc.

Continuerà ad essere il racconto estemporaneo di una vita in bilico tra realtà, fantasia e (serie) tv.

A presto.

MARIO GRANDE.

Storia di Ninfa

Raccontarti una storia é quello che vorrei fare.
Attraverso di essa potrei farti vedere senza parlare degli sterminati paesaggi pieni di verde, di cavalli che corrono nell erba piena di fiori e farfalle che gli svolazzano intorno, di piccole lepri giocose, di rugiada profumata e di onde di ruscello pronte a far musica.
Ma non posso e dunque resto in silenzio, come una ninfa libera che ha vinto il giogo del suo satiro.

 

MM

La ragazza riflessa nel vetro dell’autobus (ATTIMI DI FARNETICARE POETICO)

Lento scorreva l autobus su cui, mesta, era salita.
Si guardava riflessa nel vetro mentre umani di ogni genere montavano su e scendevano ad ogni fermata.
Sulla passerella del mezzo pubblico c erano coriandoli e stelle filanti, segno del Martedi Grasso ormai verso la sua conclusione.
Le buste della spesa erano pesanti.
Nessuno dei posti era libero.
Rimase in piedi al centro del pullman, stanca per la lunga giornata vissuta.
Due uomini anziani discorrevano di politica, una giovane donna dell Est urlava al telefono nel suo idioma suonando con la voce tondeggianti note nell alfabeto cirillico, un’ anziana lisciava il suo cagnolino avvolto nel cappotto.
Sul lato sinistro vedeva un uomo di mezza età, grasso, calvo, occhialuto che guardava i culi delle giovani donne ad ogni ingresso e ad ogni uscita.
La signora del Bangladesh ripassava il rossetto rosso, e l unico belloccio presente sulla linea cercava di aprire i finestrini intorno a lui per un nodo alla gola, causato più dalle evidenti preoccupazioni che lo affligevano che dal caldo che diceva di provare.
L aria proveniente dal finestrino smosse i capelli della donna e come una bruma post temporale il suo occhio mentale la riportò con la mente al passato.
All’ improvviso, riflessa nel vetro di quello stesso autobus, rivide la sé stessa di dieci anni prima: i suoi capelli erano piu corti, le sue forme piu acerbe, i suoi occhi avevano la purezza di una giovane studentessa pronta a conquistare il mondo.
La giovane la guardava sorridendo e lei ricambiò grata ma non riuscì a farlo come avrebbe voluto.
Il mezzo arrivò al capolinea, la donna scese e vide sul ciglio della strada un barbone.
Si avvicinò a lui, gli chiese il suo nome e gli lasciò del cibo. Non aveva fatto nulla di speciale ma cio che l aveva colpita era che gli occhi di quell uomo incontrato per caso erano molto piu tristi dei suoi.

MG

Aspettando l estate che ristora l anima.

Io sono figlia del sole, di quel solleone di Luglio che mi ha dato i natali.
Ho sempre amato lo sbrilluccichio sulle onde del mare, il sole che ci rischiara fino alle otto di sera passate, il caldo che ci permette di restare coi lembi di carne scoperta anche fuori fino a tarda notte.
Sono figlia dell estate e l aspetto quotidianamente nella mia vita.
Oggi però, fuori sotto la tempesta, per un attimo mi sono sentita a mio agio, come se l acqua scrosciante fosse la stessa che mi abita.
Ho paura che l estate possa trovarmi troppo piena d inverno.
E non mi é mai successo nulla di tutto questo…
Sarà l eccesso di buio, sara l eta che avanza.
Non lo so.
Non so piu niente, forse

.

Uomini in comodato d uso gratuito.

Gli uomini in comodato d uso gratuito sono meravigliosi: ti danno il meglio di quello che possono e se hanno del capitale umano di un certo tipo sono un’ottima presenza nella vita quotidiana.
Per sostenere questi tipi di relazioni si deve però stare molto attente: bisogna essere razionali, lucide, senza aspettative.
E se a un certo punto succedesse di vacillare?
Se quel meglio ci piace cosi tanto da non bastarci quasi piu?
É necessario razionalmente scappare, guardare altrove, dedicarsi al ricamo e all uncinetto?
Oppure occorre vivere in preda a un’ Hysterica Passio (che coniugi Macbeth levatevi) e prendersi il bello (e anche il brutto che puo non essere poco) del giorno per giorno?
Non esistono persone giuste o persone sbagliate, ci sono solo persone che arrivano nella nostra vita, come tutti gli eventi, o per una causa ignota e dadaista (tendenzialmente ormai la penso cosi) o per un motivo forse trascendentale che non conosciamo e non conosceremo mai…